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SPINPOINT Team LURE BAG - Paddle shad, esche naturali...ma non troppo.

Aug 11

Written by:
8/11/2012 6:01 PM  RssIcon




Per chi si avvicina all’utilizzo delle esche siliconiche la via spesso maggiormente percorsa nelle fasi iniziali e nelle prime esperienze è quella delle swimbait. Questo è facilmente comprensibile se si considera che di primo acchito, potrebbe sembrare più facile e anche più sicuro affidarsi ad una coda così come ci si affidava alla paletta; poter confidare in qualcosa che fa qualcosa sempre e comunque, produce sempre e comunque un movimento “grazioso” ma in qualche modo sempre e comunque al posto nostro. Col tempo si scopre che la paletta come le code spesso sono vincolanti e non consentono recuperi diversificati o totalemnte liberi, creativi e in questo senso naturali. 

Ma poiché crediamo che vale “omnia munda mundis”, è importante almeno conoscere per bene i principi che sono alla base delle swim bait in modo che l’utilizzo ne risulterà certamente più consapevole e quindi gratificante.

Oggi ci occuperemo di alcuni aspetti dei cosiddetti “paddle”, spesso detti shad, e cioè di artificiali dotati di una sorta di coda con un elemenyto verticale, in genere piatto, che oppone resistenza al flusso d’acqua. Poiché è un elemento mobile e sottile tenderà a "stallare" , sbandare e scodinzolare producendo un wobbling molto simile a quello di un pesce. Il limite della maggior parte delle swimbait è che si tratta di un nuoto passivo, e cioè che “subisce” l’avanzamento e lo spostamento d’acqua dell’artificiale senza però provocarlo come invece accade in natura durante il nuoto di un pesce vero. La differenza in termini di "suono" sta nel fatto, spesso determinante, che il predatore è in grado perfettamente di accorgersi quando qualcosa viene trascinato o trascina, perché le vibrazioni provocate dalle vorticità suonano facilmente “familiari” oppure “strane”. Un movimento intenzionale e quindi naturale in termini di “vibrazione” e vortici, è quello che “anticipa” l’avanzamento del pesce. Un pesce  vero scoda e poi avanza, la vibrazione che si propaga alla velocità del suono in acqua, è più veloce dello spostamento del pesce stesso. Viene avvertita immediatamente. Mentre invece in un nuoto “passivo”, l’artificiale si mette in moto prima e le vibrazioni emessi sono la conseguenza di quel moto piuttosto che dell’impulso che un pesce vero adopera per procedere in acqua.

Nell’artificiale che vi proponiamo oggi, uno Swing Impact Fat Keitech,  osserviamo che questa profonda differenza tra movimento attivo e passivo è stata abbastanza compensata da un piccolo “trucco”. Quando l’artificiale viene attraversato da un flusso di corrente il paddle della coda tende a ruotare e quindi a creare una trazione nella parte inferiore della coda e una compressione nella parte superiore. Queste tensioni, “convogliate” dalla particolare forma del corpo dell’artificiale, generano dei “ritorni elastici” e quindi delle forze e dei movimenti per così dire più “intenzionali”: una sorta di “fuori tempo” rispetto al ritmo passivo di una coda “scarica” e rigida.  I progettisti hanno utilizzato il paddle così sporgente nella parte inferiore proprio per innescare questi movimenti “avvitati” e fluidi, queste torsioni che poi vanno a trasferirsi a tutto il resto del corpo. Questo trasferimento di movimento è possibile perché l’artificiale non presenta delle parti sconnesse l’una dall’altra o delle rastremazioni eccessive che rendano il corpo “diviso” e quindi floscio. Se osserviamo in che modo nuota un pesce vero capiamo che le pressioni e depressioni che fluiscono sulla superficie del suo corpo hanno una perfetta continuità la cui risultante è una spinta in avanti. Gli scarti di questi vortici sono spostamenti d’acqua e vorticità che rispecchiano un criterio molto importante per la credibilità di una vibrazione: la CONTINUITA’ delle flessioni.

Questo shad inoltre presenta un corpo lamellato, che, a parità di volume, garantisce maggior attrito e quindi un affondamento più graduale ed anche più “sospeso” dal flusso d’acqua che per passare deve attraversare le lamelle. Inoltre le lamelle svolgono anche l’importante compito di emettere vibrazioni aggiuntive e di risuonare sul fondo durante gli strusci o le pose leggere.








Un altro “campioncino” che troverete nelle nostre cassette è il Jackall Ammonite shad. È caratterizzato da un corpo particolarmente schiacciato e rugoso…rotondo e con alcune asperità prima della coda molto utili a produrre contatto e vibrazione tra gli ostacoli, molto “appetitoso” se strusciato sul fondo, grattando... È uno shad “insistente”,  molto adescante tra gli scogli e nei gradini, ha una grande stabilità e un movimento molto accattivante anche in presenza di forte corrente laterale. Molto particolare è il movimento del paddle, estremamente vibrante. Reagisce al minimo movimento del cimino. Qualità delle mescole ai massimi livelli. 








Sempre Molix ha messo tra i nostri preferiti un altro artificiale poderoso a cavallo tra un jerk e uno shad. Parliamo del Virago shad. Anche di questo vi proponiamo una nostra recensione.






Jackall continua a stupirci con un artificiale che ormai è diventato uno dei nostri cult. Parliamo del Glossy shad. Uno shad piccolo, quasi da finesse,  dalla silhoutte davvero perfetta. Micidiale nelle sospensioni, e in presenza di piccoli pesci foraggio tanto in acque ferme che in rigiri di corrente. Perfettamente manovriero e versatile praticamente a qualsiasi velocità di recupero. Nei cavi d’onda lunga a pelo d’acqua o tra gli scogli nel primo sottoriva questo artificiale ci ha regalato attacchi memorabili! Trasparenze, riflessioni e dettagli fatti con intelligenza e qualità confermano che ancora una volta jackall non ne sbaglia una.







Tra le esche che ci hanno dato maggior successo c’è il piccolo ma micidiale Fury shad Delalande. Il corpo panciuto, a sezione trangolare sottile e altamente rollante lo rendono versatile in tutte quelle situazioni in cui dobbiamo attraversare strati d’acqua correntata o in cui contiamo su cadute lente e sospese. La coda con due paddle “avvita” il flusso d’acqua in modo estremamente circolare e molto sonoro. Da avere assolutamente.





Uno shad davvero particolare è il Buble Shad Deps. Le sue concavità raccolgono l’acqua e, unite a una massa importante, lo rendono perfetto in tutte le situazioni in cui vogliamo un nuoto lento molto ampio e “profondo”.




Ci sono e ci saranno tantissimi altri Paddle/shad validissimi, e noi stessi del Team Spinpoint usiamo anche altre cose rispetto a quanto fin ora scritto. Tuttavia riteniamo che questa piccola selezione sia sufficiente per quanto riguarda gli shad che già costituisca tanto e che padroneggiarne gli utilizzi richieda già molto tempo e applicazione. Infondo non avete bisogno di tanti artificiali, ma di usare bene quelli che porterete con voi.

Vi diamo appuntamento alla prossima “sbirciatina” nella nostra cassetta degli artificiali. Parleremo di soft jerk..e ne vedrete delle belle. Grazie dell'attenzione e a presto.

Stay tuned!


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Categories: Tecnica

4 comment(s) so far...


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By TrackBack on   3/11/2013 8:40 AM

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By TrackBack on   5/13/2013 9:21 PM

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By TrackBack on   5/13/2013 9:21 PM

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