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PILLOLE DI SILICONE - 05 - "ESERCIZI DI STILE"- TECNICA DI ANIMAZIONE DELLE 'ESCHE

Dec 17

Written by:
12/17/2012 3:20 PM  RssIcon




"Il pescatore a mosca, durante la sua carriera, attraversa due fasi di evoluzione. Nella prima fase egli usa delle mosche scelte per esperienza diretta, per caso o semplicemente perché gli sono state consigliate. Può continuare cosi per tutta la vita con alterne fortune come tutti e sentendosi appagato. Oppure può cominciare a chiedersi perché le sue mosche a volte sono catturanti e a volte no. In altre parole scopre la stretta relazione fra le sue mosche e gli insetti presenti sull’acqua, tra il modo di come le presenta al pesce e il comportamento di quegli insetti." (R.De Rosa)


Per istigare un predatore all’attacco, possiamo adottare fondamentalmente due strade. La prima è quella di “affidare” questo compito ad una paletta “particolare”, ad un luccichìo, a un tipo di recupero misteriosamente catturante, a uno spruzzo, o a un movimento pensato in fabbrica, da altri...che cattureranno con noi al 50%. Questo è il genere la strada che si intraprende quando ci si avvicina allo spinning, comprensibilmente desiderosi di arrivare il più presto possibile ad una cattura degna di nota senza troppo sforzo. Forse, a volte,  potrebbe costituire una rinuncia a mettere pienamente in campo la propria sensibilità o inventiva, il senso dell’acqua e l’intuizione, la propria creatività nel recupero di un artificiale e nell’interpretazione della scena di pesca e forse anche a scommettere sulla propria capacità di rendere sufficientemente credibile la nostra presentazione/animazione dell’esca.

Oppure….oppure possiamo scegliere la strada che ci porta a “stare nel mare”, a osservarlo e imitarne i meccanismi attraverso un qualcosa che viene animato dal nostro polso, dalla vetta della nostra canna e che forse può farci sentire parte di quegli scenari mettendoci in comunicazione con noi stessi e con la natura atavica e fondante della predazione. Non si tratta di emettere dei giudizi circa l’uno o l’atro modo. Ognuno sceglie per se ciò che ritiene più soddisfacente, e cioè il pesce in sé o il come lo si è catturato.

Nel cercare di capire come animare le esche spesso si tende a iniziare dai movimenti degli artificiali e dall’attrezzatura che a mio avviso sono invece delle conseguenze, delle risposte alle esigenze di presentazione dell’esca. Forse potremmo tentare insieme di partire dai pesci in carne ed ossa (e pinne!), potremmo probabilmente trovare più coerente ed efficace cominciare ad occuparci del movimento delle prede vere e cercare di capirne alcuni caratteri cercando poi di ricostruirli, imitarli, e in definitiva riuscire a riprodurre quei meccanismi che inducono all’attacco in un modo naturale, in tal senso più realistico.

Nell’utilizzo delle esche siliconiche, i bassman recitano mirabilmente molti recuperi “adescanti” in grado di far scattare il pesce più apatico con dei meccanismi di riflesso condizionato…, ma anche li, salvo poche eccezioni e personaggi di rilievo,  si pone l’accento sul movimento in se e non sul rapporto tra tale movimento e un pesce vero e tanto meno sul rapporto comportamentale che esiste tra quel movimento e il predatore. E allora la domanda è spesso sempre la stessa: “come si recupera ?”. Il primo passo potrebbe essere quello di sostituire il concetto di “recupero” con quello più importante di “animazione”. In quest’ottica è basilare iniziare senza l’ansia di cattura e passare del tempo a cercare di rendere i nostri artificiali più possibilmente simili a dei pesci veri, anzi al loro carattere, al loro movimento e soprattutto “atteggiamento”. La cattura sarà l’inevitabile conseguenza dei nostri movimenti che divenuti ormai naturali saranno semplicemente e irrimediabilmente irresistibili…

Con buona pace di chi in queste nostre note vuol vedere dei professionismi cattedratici, invece molto umilmente e con la spontanea e gratuita condivisione che ha caratterizzato da sempre il nostro operare vi forniamo una tabella di esercizi adatti a prendere dimestichezza con la capacità di riprodurre il comportamento di un pesce foraggio.

Costituiscono delle vere e proprie esercitazioni che finiranno col rendervi immersi in ciò che fate e con il rendervi capaci di avere la prontezza di capire al volo cosa può rendere appetibile la vostra presentazione dell’esca quando ne avrete bisogno al momento opportuno. Esempio: potremmo trovarci nelle condizioni di avere l’esigenza di presentare una piccola alice in difficoltà, o un pescetto di fondo che cerca di nascondersi. Forse….forse se avremo preso in precedenza la giusta dimestichezza con queste “sceneggiature” sapremo al volo e istintivamente come riprodurre quel comportamento al momento giusto.

Nella tabella riportata vi sono varie colonne. Nella Prima c’è la descrizione dello “stato d’animo” dell’esca, nella seconda, il corrispondente movimento o comportamento. Senza porvi troppi problemi…passate del tempo a imitare queste cose. La cattura verrà da sola…e forse più presto ma certamente più spesso. Buona lettura.

Nota: riporteremo altre tabelle con altri comportamenti e nel prossimo articolo parleremo di come scegliere un artificiale.

  

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Categories: Tecnica

4 comment(s) so far...


aspirateur

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By TrackBack on   3/22/2013 6:18 PM

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By TrackBack on   4/25/2013 2:22 PM

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