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SPIGOLATURE - "mantieni la corrente...che mi sta cadendo"

Mar 19

Written by:
3/19/2013 10:32 PM  RssIcon



L'artificiale che mantiene la corrente...




Quando entrate in un negozio di articoli da pesca cercando un'esca per la spigola e vi dicono "prendete questo: mantiene la corrente", siate certi che al 80% il negoziante ha le idee abbastanza confuse.
"Mantiene la corrente"?...ma che vuol dire? che lo riusciamo a sentire in canna col mare agitato? che riesce a scendere negli strati profondi grazie al palettone?

Sarà un problema mio ma quella frase "Mantiene la corrente" l'ho sempre detestata, mi ha sempre suscitato un'idea di superficialità, di approssimazione...del tipo: "lancia e recupera che prima o poi la spigola s'impicca".

Non credo che i pesci in natura semplicemente "mantengano la corrente"...più spesso il nostro modo di pescare è "difettoso" e ci porta a credere che mantenere semplicemente l'esca nello stesso punto sia qualcosa di naturale. Credo invece sia qualcosa di dinamico e vibrante, credo sia una continua lotta tra flussi e nuoto, tra assetti e vorticità, un andarsene e "riattaccare" la corrente, non può poi essere così diverso dal volo dei gabbiani...!
A volte ancora l'unico modo in cui riusciamo ad affrontare la corrente della foce è l'utilizzo di una paletta ignorando quello del filo...e di altre cose...che potrebbero aiutarci.
 A volte per sondare una buca riusciamo solo a mettere una paletta che ci porta a dei passaggi rapidi...innaturali e poi magari ci ostiniamo a trattenere in corrente i palettoni ( "che mantengono la corrente") nelle acque veloci e basse dove i pesci veri invece guizzano. E' come trattenere un galleggiante di una bolognese in corrente solo che invece stiamo pescando a spinning... il pesce lo stiamo quasi quasi aspettando al varco in quella buca dove l'ultima uscita l'abbiamo trovata...ma infondo, non stiamo più nuotando con la nostra esca.  Credo invece sia importante saper individuare e approfittare in modo più naturale e "onesto" delle zone di corrente e turbolenza e tener presente che un pesce che nuota in presenza di forte corrente può fare essenzialmente due cose: o risalire tale corrente (a tratti o continuamente) o esserne trasportato (volontariamente o per difficoltà). A queste due condizioni corrispondono rispettivamente un’ animazione con movimento ampio, continuo e profondo, lento e magari arricchito da qualche spanciata e rollio di troppo.., con wobblig e scodinzolio accentuato ma sempre "forte", persistente...  mentre nel secondo caso sceglieremo un’azione guizzante e rollante nei primi strati d’acqua... oppure sceglieremo di stare sul fondale magari con un silicone che rintuzza il fondo e si lascia trasportare attraverso canaloni, risacche, ostacoli e scogli vari. Ricordiamo, insomma, che le turbolenze sono ottime poste perché le prede spesso sono in difficoltà, o distratti, o tesi a cibarsi in quei punti ricchi di rimescolamento dei sedimenti e i predatori sono avvantaggiati dalle condizioni stesse dell'acqua. A volte le spigole ma anche altri predatori attraversano questi strati in velocità ghermendo al volo, nei cavi d'onda, nei rigiri, proprio per minimizzare il dispendio di energie necessarie per affrontare le turbolenze. allora quel "mantenere la corrente" che senso ha? Un'esca che si sofferma solo perchè è trattenuta dal nostro filo, a volte funziona...a volte, ma io non ne resterei così soddisfatto...sono rondini, e mentre si aspetta la primavera, l'umiltà e la scommessa nella sfida con la natura che puoi fare con le esche morbide ti avrebbe  già fatto passare un buon inverno!!...altro che rondini...i pinguini te li sei visti ogni notte quando esci e torni che le mani non te le senti più...ma senti che puzzano di pesce




Come sempre dico che sono solo i miei pensieri, relativi e certamente personali. Ma l'importante è farsi delle domande...
Alla prossima,
Santuzzo.


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