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PILLOLE DI SILICONE - 07 - "IL FILO DI ARIANNA"- I MOVIMENTI DELLA CANNA 1° parte

Mar 21

Written by:
3/21/2013 11:11 PM  RssIcon

Percepire è più importante di vedere... si debbono vedere le cose distanti come se fossero vicine e quelle vicine come se fossero distanti.

Con questo spirito mio padre mi allevava temprando il mio stupore con la conoscenza ogni qualvolta mi chiedevo : perché o come. Erano piccole spiegazioni, non tante…solo per imbeccarmi una strada all’attenzione e all’acume  che poi avrei fatto mia di volta in volta.

Frugando nei suoi cassetti ne sottrassi per gioco un pennino di antica fattezza. Era proprio uno di quei pennini con i quali si scriveva con inchiostro di calamaio. Difficilissimo! Però ogni passo che si poteva compiere nell’arte della scrittura era successivo al primo: quello costituito dal capire che l’inchiostro aderiva al metallo e fuoriusciva perché la pressione dilatava le punte del pennino. I chiaroscuri, gli spessori, la finezza della grafia dipendeva dal padroneggiare le mille varianti di quel piccolo basilare principio.



Allo stesso modo prendo in prestito una frase dal mondo della scherma: "La stoccata perfetta non esiste, o meglio, ce ne sono tante. Ogni colpo che raggiunga il suo scopo è perfetto, ma con la mossa opportuna lo si potrebbe parare. Ma il Destino, che spesso si serve dell'imprevisto, pone fine all'incontro, inducendo in errore uno degli avversari (noi o il pesce). Perciò il segreto è questo: occorre concentrarsi e tenere a bada il Destino, anche solo il tempo necessario perché l'errore lo commetta l'altro.”


E la canna da pesca? Se fosse rapida come un fioretto e precisa come un pennino? Quante varianti possono compiere i nostri movimenti, le escursioni del cimino? Quanti infiniti angoli tra il filo e la canna, quante infinite escursioni tra la tensione e la lentezza del filo? Schematizzare ogni cosa sarebbe impossibile quanto inutile. Ma dei piccoli spot su alcune dinamiche di base sono fondamentali per instradare la nostra mente a far caso ai nostri movimenti, educandoli per poi renderli successivamente quasi automatici e perfetti.  Se c’è controllo, c’è adescamento. Ma non un controllo artificioso e bloccante, bensì un controllo che vuol dire dimestichezza, naturalezza, padronanza di ogni dinamica canna-filo-mulinello tale da annullare ogni cosa si frapponga tra noi e l’esca.

Gli americanismi hanno portato sulla nostra bocca termini come “skippare”,  “jerkare”, “flippare”, “twitchare” etc,  Ma cosa sono queste parole, quali movimenti e quale scopo individua con precisione ognuno di essi? Ne parleremo a lungo insieme, anche durante i nostri incontri dal vivo che stanno per cominciare, dove con la canna tra le mani sarà tutto più semplice e immediato. La premessa è quindi che quella che vi propongo è solo una esemplificazione, semplificata, di alcuni dettagli però importanti. Va quindi arricchita con tutte le variazioni, le differenze ed i casi specifici…ma ogni buon pescatore comincia a sbrigliare una rete, pur grossa, da un singolo punto. Quindi rimbocchiamoci le mani e cerchiamo di capire insieme.

Intanto però non posso evitare di raccontare una cosa semplice, ma molto trascurata che è alla base di molti più complessi movimenti e combinazioni di movimenti che possiamo effettuare con la nostra canna, in combinazione ovviamente col mulinello in una muta interazione con la nostra esca.

Quando osservo qualcuno effettuare delle jerkate o dei movimenti durante l’azione di pesca, molto spesso assisto a quelli che secondo me sono dei movimenti che bloccano in modo innaturale l’esca e la rendono esanime piuttosto che animarla. Credo che questo derivi direttamente dal fatto che si ritiene che il movimento della canna si trasferisca direttamente all’artificiale senza contare che c’è un filo, una velocità di recupero, una corrente, e soprattutto una elasticità della vetta più o meno pronunciata. Il tipico errore è quello di tirare il cimino verso di se e fermarsi in quella posizione, o andare ripetere questa azione come se si stesse sbattendo un uovo in una tazza. Quello che accade è che l’artificiale spesso subisce solo dei vaghi sbandamenti incontrollati o semplicemente, più spesso, viene “strappato” in acqua specie se si tratta di un silicone che non può contare su una paletta che lo fa nuotare ad ogni avanzamento come in un minnow ad esempio. Questo effetto è drammaticamente accentuato da canne con vetta troppo fast e poco flessibile quando usiamo tali attrezzi su artificiali che invece necessitano di un nuoto sul posto più che di un avanzamento veloce. La mancanza di lentezza o morbidezza nel filo durante le trazioni fa si che il nostro artificiale si comporti come un cane strattonato al guinzaglio di un padrone iperprotettivo e che trascina il cane in modo approssimativo, frettoloso. L’artificiale non riesce a nuotare in modo naturale perché il filo stesso glielo impedisce!

Ecco invece un esempio di quello che accade quando i nostri movimenti prevedono l’utilizzo di tutto il sistema pescante e soprattutto possono contare con una vetta proporzionalmente elastica rispetto all’artificiale e di una serie di movimenti che partono da una posizione e dopo aver impresso un impulso ritornano nella stessa posizione lasciando che il filo possa allentare leggermente la trazione e consentire all’artificiale di prendere un po’ la sua strada, di nuotare, di offrire il suo corpo alla corrente e vibrare correttamente e in modo naturale. 
Facciamo una sorta di "RALLENTY", di moviola zoomando da vicino la nostra vetta durante un singolo "twitch"....(a proposito: ci inventiamo quancosa di italiano? fate proposte)

Una sequenza di escursioni che potremmo schematizzando al massimo rappresentare così  A-B-C-A




Fase A B




La canna si porta  dalla posizione normale A con artificiale in assetto e filo in tensione , verso la posizione B consentendo al filo una certa morbidezza e all’artificiale di “subire” per un attimo un traversamento o sbandamento dovuto magari alla corrente o al flusso dell’acqua. Il mulinello recupera un pò di filo durante questo spostamento...






FASE B C


Nella fase B C  si imprime l’impulso al nostro artificiale facendo compiere alla vetta una certa escursione, più o meno profonda. con o senza mulinello.  Questo impulso avviene mentre l’a’asse di avanzamento dell’artificiale ha un certo angolo col filo. La conseguenza diretta di questo e un ritorno elastico, un “rimbalzo” del silicone che, nel caso dei jerk/slug ad esempio, comincia ad assumere una configurazione leggermente arcuata e flessa molto naturale e che contiene flessioni elastiche e una buona dose di “energia” e di impulso come dire “compressa” nella gomma stessa dell’artificiale.





FASE CA


È la fase che la maggior parte delle persone omettono e che invece è spesso essenziale. È la fase in cui quell’impulso sinuoso accumulato come una molla deve esprimersi per trasmettere quel qualcosa in più  che da il silicone e cioè il nuoto “attivo” e quindi ha bisogno di un allentamento del filo, di un “rilascio del guinzaglio”. È la fase in cui l’impulso, il rimbalzo in acqua della gomma diventa nuoto, spostamento d’acqua e vibrazione naturale perché attiva. Affinché questo accada in modo naturale, continuo e senza momenti fuori controllo ecco che si comprende quanto sia importante una vetta che non “strappi” gli artificiali durante i movimenti ma che riguadagni il filo ceduto durante queste escursioni della vetta senza perdere contatto con l’esca e senza bandi veri e propri. È la fase in cui l'impulso e la vibrazione hanno forse eccitato e abbassato la guardia del nostro avversario...allora occorre che l'artificiale sfugga, sembri eludere...occorre affondare di stoccata, e la preda sarà nostra!

L’assalto alle tecnologie dei materiali tese a creare attrezzi sempre più rigidi e l’estremizzazione dei moduli di resistenza del carbonio sono sostanzialmente un controsenso anche se onorano la sete di innovazione e il feticismo dei virtual spinners da tastiera sempre pienamente informati sull’ultima sigla e troppo modesti e dimessi per pubblicare una cattura (bella scusa…). Andrebbe tutto commisurato agli artificiali e all’azione che si intende esprimere in pesca. Canne corte, extra-extra-extra fast…no grazie!

Questo schema è solo un caso particolare, semplice ma molto importante. Poi certo ci sono i recuperi lunghi, saltellati, tremati, skippati, le trattenute, le jercate sul posto, le jercate verso l’artificiale, i rilasci, le riprese e le mille altre “parole” da scrivere col nostro pennino-fioretto. Il consiglio ovviamente è quello di prendere questi articoli come degli spunti e non come delle regole, quegli stessi spunti  mi dava mio padre quando mi chiedevo un perché.  Anzi una c’è: l’abito non fa il monaco…ci vuole il manico, quello di sughero e non quello di bronzo.

Grazie a tutti, attendo i vostri commenti e suggerimenti e come dico sempre Stay Tuned!

Francesco Giordano “Santuzzo”. 

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Categories: Tecnica

6 comment(s) so far...


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Re: PILLOLE DI SILICONE - 07 - "IL FILO DI ARIANNA"- I MOVIMENTI DELLA CANNA 1° parte

muy buen artículo

Me gusto lo que leí
y Me gusto mucho los dibujos técnicos

saludos

By zé Kaywox on   3/22/2013 2:16 AM

aspirateur pas cher

nice homepage
# aspirateur pas cher

By TrackBack on   3/22/2013 4:38 PM
Gravatar

Re: PILLOLE DI SILICONE - 07 - "IL FILO DI ARIANNA"- I MOVIMENTI DELLA CANNA 1° parte

Quello che metti in luce è la realtà quotidiana, gente che va a pesca (dentro ci sono anche io) senza conoscere a pieno l'esatto utilizzo di ciò che si ha in mano (canna mulinello esca). Trovo molto interessante questo spunto, non tanto come dici per dettare regole, quanto per "aprire la mente" del lettore. Ora la cosa importante sarà che quando torno a pesca non dovrò dimenticare ciò che ho letto.

By Marco Ciampoli on   3/25/2013 4:56 PM

direct lender cash advance

Grazie per il post. Se più persone hanno detto parere, il mondo sarebbe migliore.
# direct lender cash advance

By TrackBack on   3/30/2013 10:37 PM

the tao of badass

cool site
# the tao of badass

By TrackBack on   4/4/2013 5:44 AM

Re: PILLOLE DI SILICONE - 07 - "IL FILO DI ARIANNA"- I MOVIMENTI DELLA CANNA 1° parte

Again, the girlier and a great deal more gratifying, the greater.
# louis vuitton bags outle

By TrackBack on   4/15/2013 7:35 AM

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