Mode:         

 

 

Minimize

Enter Title

.

La penna la usa il commercialista e anche il poeta...la poesia sta nelle nostre menti non in uno strumento...ciò nonostante lo strumento deve essere perfetto...così perfetto e così semplice... da poterci quasi scordare della sua presenza...del suo frapporsi tra la nostra mente e ciò che facciamo...lasciando alla nostra creatività e personalità il compito di leggere e  personalizzare la nostra azione..i nostri gesti. La semplicità...è la dote dei pensieri profondi...una canna non è l'attore della nostra azione di pesca...lo è la nostra mente. E direi che non è neppure la lente, il filtro o lo strumento per leggere la natura…anche quello sta nella nostra mente, nei nostri occhi, nell’ascolto, nei calli sulle dita che stringono la manovella.

Ci sono molte ragioni per progettare una canna…la mia ragione è stata quella di desiderarlo perché ne avevo bisogno, bisogno di qualcosa di diverso che non trovavo in giro... E quando quella è la ragione, non pensi a cosa puoi fare peggio…ma solo a cosa puoi fare meglio. Poter avere la soddisfazione di pescare con qualcosa che senti tuo fino in fondo e che si addice ad un certo modo di pescare, al desiderio di entrare perfettamente in contatto col “comportamento” dell’esca avendo tra le mani qualcosa che hai concepito e che nel buio freddo di alcune notti…ti tiene un po’ compagnia, perché infondo quell’esile attrezzo, quel filo sei anche un po’ tu…con i tuoi pensieri e con le tue speranze...Dopo circa tre anni di prove, test e confronti con tutti gli amici che hanno segnato la mia esperienza con le loro diverse esperienze, mi sembrava giusto dare un nome a quello che ormai era diventata l’inseparabile compagna di avventure, di migliaia di lanci nelle condizioni e nei luoghi più disparati. Così, all’improvviso davanti ad un buon Rhum, salta fuori questo nome a cui dico subito di si: “lamezza@oncia”, la semplicità...la non pretenziosità... l’essenza di un attrezzo che ha regalato a me e a chi la possiede centinaia di catture e di emozioni ma soprattutto la consapevolezza che uno strumento non deve aggiungere nulla, casomai togliere! semplicemente...eliminare gli ostacoli ...tra te e l'acqua... questa è la "sensibilità" che regala e che al tempo stesso esige lamezz@oncia. Poteva chiamarsi "mezzaoncia" o "un'oncia" o "6 once"...è solo un nome...la sua azione, le sue azioni, non sono descrivibili attraverso una sigla o un numero...e neanche un nome che desti stupore...una canna resta e deve restare semplicemente una canna, un attrezzo che non pretende di imporre la sua presenza ma piuttosto la sua assenza rispetto al vostro...manico. A volte la guardo...e penso: è un gioiello!!!...ma non ve lo dirò più perchè…I gioelli sono altre cose....gioielli sono gli occhi scintillanti e vivi di una spigola appena uscita dal suo mondo o anche la perfetta spirale di una semplice conchiglia sulla battigia dimenticata dall'ultima onda… dell'ultima mareggiata. Le canne...sono solo i nostri strumenti...la mezz@oncia è un pezzo della mia storia di questo rispetto e passione per "l'arte dell'inganno" o se vogliamo dell'immedesimazione che chiamo spinning..e che condivido ogni giorno con ciascuno di voi…grazie a voi!! Una storia fatta di piccoli passi e aggiustamenti per pervenire a quello che è sembrato la giusta alchimia di scelte per una pesca fatta con passione e impegno tecnico, di ricerca e innovazione. Oggi lamezz@oncia, l’unico attrezzo con cui pesco,  è così come la vedete...perfetta oggi. Oggi è quello che vedrete tra un pò a disposizione di tutti... e per me rappresenta lo stato dell'arte...ma sarei un venditore di tappeti se vi dicessi che è perfetta e basta…o che tra un anno la mia mente e la mente dei miei tecnici che ritengo i numero uno in Italia per conoscenza tecnica delle canne da pesca...non potrebbero apportare ulteriori miglioramenti....aggiornamenti. Lamezz@oncia è perfetta oggi e domani saremo pronti a cambiare quella perfezione relativa nel tempo aggiornandola alle conquiste che solo il tempo e l'impegno nella ricerca, sviluppo e innovazione ci insegnerà ogni giorno...ogni singolo giorno...portandola ogni giorno a pesca, facendola stare, crescere e stagionare tra i pescatori e le acque dei mari, dei fiumi, dei laghi e dei torrenti.  Perché una canna da 7 piedi e mezza oncia in alto modulo per la pesca alla spigola? Perchè non una super-elastica?...è troppo facile dire che per pescare con i siliconici ci vuole morbidezza e utilizzare questa parola per coprire dei grezzi scadenti e mollaccioni...che però riempiono più facilmente i portafogli. E' molto più difficile accettare di investire tempo denari e prove sui materiali sulle geometrie e decidere di sviluppare un proprio grezzo, che richiede tanto tempo, ma tanto! tante prove, ripensamenti, disegni, schizzi, test meccanici e l'onestà e la responsabilità di rendere poi noto quello che si è prodotto. Quanti possono esibire le foto dell'esecuzione dei blank?...noi possiamo farlo!! È molto difficile riuscire a ritrovarsi tra le mani un attrezzo che gestisce alla perfezione l’animazione di esche piccole e leggere e al tempo stesso accorgerti che hai appena lanciato con perfetta disinvoltura un pencil da 30 gr su qeulla lontanissima cacciata; è strano uscire per 2 giorni a pesca e prtare con te solo quella canna sicuro che se ti troverai a pescare gli scorfani o le spigolone o i serroni quell’attrezzo ti resterà sempre affidabile, preciso, impeccabile e che ti lascerà tenere la testa di una spigola da 8 kili fuori dall’acqua nella corrente del fiume in attesa di un tuo amico che corre col guadino! Quando ho fatto provare questa canna ad un mio amico giapponese, pro staff di colossi blasonati, quando dopo eravamo a pranzo, mi disse che ha girato il mondo intero, pescato con canne blasonatissime e che lamezz@oncia era una canna che lo aveva lasciato di stucco per la precisione, la prontezza della ferrata e la stabilità inesorabile con la quale combatte i pesci pur avendo un peso che non arriva ai 90 gr!!!!

Avevamo bisogno di una canna, che vantasse sensibilità, risposta pronta e pose dell’esca precise e a volte delicate, anche in condizioni non esattamente “salmastre”; ma allo stesso tempo dovevamo evitare, per la pesca alla spigola, specie con i siliconici, ciò che normalmente accade con canne particolarmente fast o corte che “strappano” l’esca in acqua senza gestire la lentezza del filo...il suo disegno...in acqua non più semplicemente "linea" ma magicamente fluido…come fluida è l'acqua...quella dei pesci e non quella delle piscine..  La soluzione è stata quella di lavorare sulle conicità, sul carbonio, sui singoli fogli di carbonio, sui flag,...sulle temperature, le pressioni...ore, notti, lontano da casa…ma non dall’altra parte del pianeta!! Pensate davvero che l'innovazione possa farsi stando seduti al tavolino e ordinando qualche buon grezzo da catalogo e "rivestendolo" come una donna mediocremente brutta truccata con i cosmetici? Pensate che la Cina o il Taiwan si possano riscattare e rendere prodotti italiani semplicemente acquistandoli e poi montandoli qui in Italia con un po’ di “alone” di manifattura artigianale??

Dietro questa canna c'è uno staff di tecnici, di gente con le palle che ha dedicato la vita alla costruzione delle canne da pesca....ma questo lo apprenderete tra non molto quando la storia de lamezz@oncia sarà completa e avrete la possibilità di esercitare il diritto di conoscere a fondo quello che potrete scegliere quindi con consapevolezza.  Solo 3 anelli (New Kr Concept Fuji) in SiC (gun smoke) riducono le spire del filo incanalandole in piccolissime micro-guide (in SiC) che come è ben noto garantiscono stabilità e contatto costante col filo, quindi con l’esca, e ovviamente un controllo assoluto dei movimenti. Il tipo di impugnatura con placca “nuda” SK2 Fuji garantisce un contatto parziale delle dita direttamente col grezzo e quindi un ulteriore incremento della sensibilità e controllo in pesca dove lo sguardo può allora trasformarsi in un sentire...il sentire le "vibrazioni" della nostra esca e il suo comportamento....

Al grezzo dedicheremo un approfondimento specifico…non anticipo ora…

Le legature lasciano intravedere la struttura del frame di ogni anello e una resina micro-elastica che tollera le flessioni del fusto senza produrre quelle antipatiche lesioni alla base della legatura dove poi puntualmente si forma ossido e distaccamenti della resina stessa. Le canne sono numerate una ad una e ci saranno anche un paio di sorprese tutte a vantaggio dell’azione di pesca...e la possibilità di personalizzare alcune cosette che vedrete in seguito. Stay tuned!

Il logo  e una spigola in serigrafia completano l’estetica di questa piccola grande canna prodotta qui…da noi e per noi, made in Italy e made in Sud!